Bell tower of Pompeii – Campanile di Pompei

 

Breathtaking view from the bell tower of Pompeii

The imposing bell tower of Pompeii, is located next to the Sanctuary of the Blessed Virgin of the Rosary. Designed by Aristide Pius Leonori was inaugurated in 1925 in the presence of Bartolo Longo. Its construction lasted 13 years.

The bell tower is 82 meters high and is among the highest d ‘Italy. The viewpoint can be reached by an internal lift.

From the bell tower you can admire the wonderful view of the whole city with the splendid ruins of Pompeii, while on the horizon you can admire the Gulf of Naples and Mount Vesuvius.

Panorama mozzafiato dal Campanile di Pompei

L’imponente campanile di Pompei, sorge accanto al Santuario della Beata Vergine del Rosario. Disegnato da Aristide e Pio Leonori fu inaugurato nel 1925 alla presenza di Bartolo Longo. La sua costruzione durò 13 anni.

Il campanile è alto 82 metri ed è fra i più alti d’ Italia. Il belvedere è raggiungibile mediante un ascensore interno.

Dal campanile è possibile ammirare l’incantevole panorama di tutta la città con gli splendidi Scavi di Pompei, mentre all’ orizzonte si può ammirare il golfo di Napoli e l’imponente Vesuvio.


The painting of Our Lady of Pompeii

In 1875, Bartolo Longo was driven at the Conservatory of Portamedina Rosario in Naples, where Sister Maria Concetta De Litala handed him an old painting of the Rosary, so it afternoon of November 13, the image of the Madonna came so Pompeii on a cart. The first restoration was the work of the painter Guglielmo Galella. The canvas old, was exhibited in the parish of SS. Salvatore, was restored for the second time and always free from the Neapolitan painter Federico Maldarelli, who was also in charge of transforming the image of Santa Rosa in Santa Caterina da Siena. Another Neapolitan artist Francesco Chiariello, replaced the shabby canvas, stretching it an inch, before the Maldarelli did the second actual restoration. The painting was placed on a temporary altar in a chapel (later called Santa Caterina) in the Shrine under construction. The image of Our Lady is soon covered with precious stones, such as offers of favors received certificates. And among the diamonds and sapphires that formed the halos on the head of the Madonna and Child could see four extremely rare emeralds, gift of two Jews benefited. The last renovation was done in 1965, at the Pontifical Institute of the Benedictine Fathers Olivetani of Rome, a highly scientific restoration, during which, under the overlapping colors in previous interventions, the original colors were discovered which disclosed the hand of a talented artist Luca Giordano (seventeenth century). In such a restoration almost all the precious stones were removed to avoid damage and perforations to the canvas.

Il dipinto della Madonna di Pompei

Nel 1875, Bartolo Longo fu guidato al Conservatorio del Rosario di Portamedina di Napoli, dove Suor Maria Concetta De Litala gli consegnò un vecchio dipinto del Rosario, così ne pomeriggio del 13-novembre  l’immagine della Madonna giunse così a Pompei su un carretto. Il primo restauro fu opera del pittore  Guglielmo Galella. La vecchia tela, fu esposta nella parrocchia del SS. Salvatore,  fu  restaurata per la seconda volta e sempre gratuitamente dal pittore napoletano Federico Maldarelli, che si occupò anche di trasformare la figura di Santa Rosa in Santa Caterina da Siena. Un altro artista napoletano, Francesco Chiariello, sostituì la malandata tela, allungandola di un palmo, prima che il Maldarelli facesse il secondo vero restauro. Il dipinto fu posto su di un altare provvisorio, in una cappella (detta poi di Santa Caterina) nel Santuario in costruzione. L’immagine della Madonna si coprì ben presto di pietre preziose, offerte quali attestazioni di grazie ricevute. E tra i diamanti e gli zaffiri che formavano le aureole sul capo della Madonna e del Bambino si potevano notare quattro rarissimi smeraldi, dono di due ebrei beneficati. L’ultimo restauro fu effettuato nel 1965, al Pontificio Istituto dei Padri Benedettini Olivetani di Roma, un restauro altamente scientifico, durante il quale, sotto i colori sovrapposti nei precedenti interventi, furono scoperti i colori originali che svelarono la mano di un valente artista della scuola di Luca Giordano (XVII secolo). In tale restauro furono eliminate quasi tutte le pietre preziose, onde evitare danni e perforazioni alla tela.

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